Graffiti online | Zucche allo stadio
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Zucche allo stadio

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10 Apr Zucche allo stadio

Era una serata come le altre qui a Bruxelles, tutti erano ad assistere alla partita di calcio tra Barcellona e Real Madrid, disputata nello “Stadium Bruxelles”, tranne uno.

Il vecchio  scienziato pazzo Harmut, che abitava in una vecchia cascina, a fianco allo stadio. Harmut aveva minacciato i componenti della FIFA: non avrebbe sopportato il baccano quando si disputava una partita, ma la sua minaccia non servì a niente. Quella era una serata importante perché era la finale della Champions League! La gente proveniva da tutto il mondo per vedere, tifare o sostenere la propria squadra. Dopo l’ingresso in campo dei giocatori, l’arbitro Reina fischiò l’inizio della partita. Dopo 35 minuti, verso lo scadere del tempo, segnò Lionel Messi, giocatore del Barcellona. Lo speaker disse: “Con il numero 10 ha segnato Lionel…..” e la folla tutta unita rispose: “MESSI!!”. Scoppiarono petardi per festeggiare e il frastuono delle castagnole svegliò  il pazzo Harmut dal suo placido sonno! Subito schiacciò un bottone rosso che fece aprire il vasto terreno in due parti da dove iniziarono ad uscire delle zucche viventi che mangiarono tutto, umani compresi. Tutti tranne me e mio fratello di 25 anni perché, per fortuna, ci eravamo incamminati verso casa per la stanchezza! Un botto atroce fece saltare una piccola zucca vivace e terribile davanti a me proprio vicino ai miei piedi; presi i resti e li portai al laboratorio di mio fratello.

Il giorno dopo, uscendo di casa, non vidi  né sentii nessuno, ma trovai sangue dappertutto: sembrava che nella città fosse scoppiata una terribile guerra civile. Accesi  la TV e, ascoltando le notizie, rividi una di quelle zucche: era grande come un armadio, in grado di mangiare 50 persone in un solo boccone. Era arancione con occhi triangolari illuminati da un piccolo led, una bocca affilata con piccoli ferri e… non ho più parole per descriverla… era terribile! Poi mi ricordai che avevo raccolto uno di quei mostri e l’avevo portato nel laboratorio di mio fratello. Arrivato di  corsa  lì mi diede una notizia sconvolgente: aveva scoperto delle impronte digitali: la zucca era stata creata da Harmut.

La sera seguente mio fratello ed io entrammo di nascosto nella cascina spaventosa e scoprimmo che delle persone erano imprigionate in alcune gabbie, ma il sangue sul terreno era vero! Imprigionammo Harmut, liberammo i sopravvissuti: gli altri erano morti d’asfissia o per disidratazione o per fame. Chiamai la polizia così che il vecchio scienziato pazzo venne condannato alla pena di morte!

Venne ghigliottinato davanti a tutto il popolo: il suo sangue ricadde e sporcò tutti quegli spettatori.

Valerio Corsetti – IIIE – SMS “Ovidio”

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