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Il valore dello sport… la pallavolo

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09 Gen Il valore dello sport… la pallavolo

Lo sport per noi ragazzi è, in primis, una forma di relax e svago, soprattutto dopo le dure giornate scolastiche, poiché ci offre la possibilità di divertirci e di lasciarci alle spalle lo stress e il peso dei problemi che abbiamo dovuto affrontare durante la giornata; in più ci permette di passare il tempo con gli amici e di conoscerne di nuovi. Ma lo sport non è solo questo, ci insegna principi e valori, come il rispetto per gli altri e il lavoro di squadra. Aiuta a crescere favorendo lo sviluppo dei ragazzi, sia a livello morale che educativo; il calcio o il rugby, ad esempio, insegnano il rispetto, sia per se stessi che per l’avversario, insegnano a credere nei compagni senza criticarli. Anche gli sport individuali sono portatori di valori e principi, insegnano a credere in se stessi e nelle proprie capacità, aiutano a superare i propri limiti e a migliorare l’autostima. Purtroppo nello sport non sono presenti solo lati positivi: alcuni lati oscuri tendono a macchiare e rovinare la perfezione di questa “scuola di vita”. Uno di questi è il razzismo, l’odio per il diverso che, purtroppo è una realtà con cui dobbiamo convivere e che noi ragazzi dovremmo combattere, facendo integrare e conoscendo al meglio la cultura e il modo di pensare di persone che provengono da luoghi molto distanti dal nostro.

Da qualche mese, pratico la  pallavolo. Anche questo è uno sport a squadre formate da sei giocatori ciascuna. Lo scopo del gioco è realizzare punti facendo sì che la palla tocchi terra nel campo avversario. I due campi sono separati da una rete alta 224cm nella pallavolo femminile, e 243cm  in quella maschile. Il terreno di gioco è di forma rettangolare, lungo 18m e largo 9m, diviso in due settori di 9 per 9 metri. Le partite sono formate da cinque set e vince  la squadra che ne conquista almeno tre; ogni set viene vinto dalla prima squadra che raggiunge i 25 punti con almeno due punti di differenza dalla squadra avversaria. La posizione dei giocatori all’inizio di ogni set determina l’ordine di rotazione, che deve essere mantenuta per tutta la durata del set. Io mi ritengo una ragazza molto socievole e per questo ho fatto subito amicizia con tutte quelle che ora sono le mie compagne di squadra. Quando sono in palestra mi sento bene e le ore di allenamento passano sempre troppo in fretta. Mi diverto molto, ma ci metto altrettanto impegno per migliorare sempre di più, ed è anche grazie a questo mio impegno e questa mia voglia di fare se in soli tre mesi mi hanno messa in squadra raggiungendo così il mio primo obbiettivo. Penso che non scorderò mai l’emozione che ho provato quando mi hanno consegnato la mia prima maglietta! Mi sentivo felice, importante, orgogliosa e, allo stesso tempo, non vedevo l’ora di iniziare il primo allenamento con quella maglietta. Insomma, era un miscuglio di emozioni stupende! Quest’anno ho il mio primo “campionato” ma purtroppo non posso ancora giocare perché non ho il certificato della visita medica. Le altre compagne, invece, hanno già fatto la prima partita. Sono molto dispiaciuta ma soprattutto arrabbiata: se non fosse stato per quel certificato, avrei giocato anch’io.

Agnitelli Simona 2 E