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La ragazza che voleva raccontare l’inferno

ILARIA-ALPI

20 Mag La ragazza che voleva raccontare l’inferno

“Quello che ti sto dicendo è che pare che questa strada sia stata costruita proprio per nasconderci sotto i fusti dei rifiuti tossici. Stasera riordino gli appunti e scrivo il pezzo…Lo manderanno nel tg della sera, et voilà! Il mondo saprà dove sono finiti i soldi di questo tipo di cooperazione in Somalia”.

Quel servizio giornalistico non andò mai in onda nel Tg3 della Rai perché la giornalista Ilaria Alpi venne uccisa cinque giorni dopo, il 20 marzo 1994 insieme al cameraman Miran Hrovatin.

La vicenda della coraggiosa giornalista italiana alla ricerca di una verità che ancora oggi è nascosta è raccontata dalla scrittrice Gigliola Alvisi nel suo libro “La ragazza che voleva raccontare l’inferno”, un libro che avvicina i ragazzi a uno dei misteri che hanno riguardato il nostro Paese e ai suoi commerci illeciti con la Somalia, paese in guerra.

In questo libro si scopre una Ilaria Alpi, giovane giornalista ed esperta del mondo arabo, che nei suoi servizi giornalistici racconta le ingiustizie, le violenze soprattutto subite dalle donne arabe. Non si limita a osservare e a riportare notizie ma a volte interviene nelle storie di tutti i giorni come ad esempio quando soccorre Laila, una ragazza somala accusata ingiustamente di essere “una prostituta degli americani”.

Ilaria torna più volte in Somalia, è quasi attratta da quella terra, ama il suo lavoro e soprattutto non ha paura di dire la verità. Nemmeno quando scopre che esistono giri di malaffare tra alcune cooperazioni internazionali che sottraggono soldi agli aiuti per le popolazioni per destinarli ai traffici di armi e di rifiuti tossici. Sa che quello potrebbe essere il servizio giornalistico della sua vita ma non ce la farà a raccontarlo perché sarà uccisa insieme a Miran, “punita” per aver cercato di far conoscere la verità.

E’ triste sapere che sono trascorsi ventisei anni dalla morte di Ilaria Alpi e sono sconosciuti ancora gli assassini e i mandanti di questo duplice omicidio. Eppure la figura dei due reporter assassinati, appassionati del proprio lavoro e delle piccole cose della vita, è viva ancora oggi ed è importante conoscere la loro storia perché il loro coraggio non sia cancellato.

Leonora Iavarone 3 A