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BENITO JACOVITTI UN MOLISANO FUORI DAGLI SCHEMI

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13 Gen BENITO JACOVITTI UN MOLISANO FUORI DAGLI SCHEMI

Salamini e un’immancabile lisca di pesce: bastano due immagini a riassumere Benito Jacovitti, il disegnatore che con i suoi personaggi colorati, pesanti e un po’ volgari accompagnò, dal 1939 al 1997 l’Italia popolare raccontandola con il disincanto ironico della sua matita. Dava un’idea del mondo ai bambini e ai ragazzi non sacrale, non rigida, non schierata, un’idea di tolleranza, di solidarietà, del giusto contrapposto allo sbagliato, del bello contrapposto al brutto. La visione dei film aveva influenzato molto le sue opere e la creazione dei suoi personaggi; ad esempio, in un suo fumetto, per il “capo” di un gruppo si era ispirato a un bambino, il monello, che nei film di Chaplin rompeva le finestre, mentre per altri due aveva preso spunto da Stanlio e Ollio. Alcune delle sue più belle creazioni erano le panoramiche, un modo alternativo per lui di esprimersi e molto gradite dal pubblico. Ogni cosa era collegata all’altra e le piazze erano piene, affollate, aggrovigliate, fittissime e ritraevano la società italiana popolare di una volta.

Ma adesso parliamo un po’ della sua vita. Benito Jacovitti nacque il 9 marzo del 1923 a Termoli, anno dopo la marcia su Roma, con cui Mussolini ottenne il potere; forse è proprio per questo motivo che gli venne dato come nome “Benito”. Lui e la sua famiglia si trasferirono a Firenze, dove frequentò la scuola d’arte e a sedici anni iniziò a disegnare per il Brivido, una rivista satirica. Nel 1940 Jacovitti divenne un disegnatore di professione e prima dell’entrata dell’Italia nella seconda guerra mondiale cominciò a disegnare sul “Vittorioso”, giornale fondato nel 1937, ben visto dalle famiglie del tempo per lo stampo cattolico, pieno di sentimenti e di buoni consigli, con  vari fumetti al suo interno. Per questo aveva avuto un grande successo tra i piccoli lettori e nel 1950, per l’anno scolastico 1950-51, fu creato un diario di grande gradimento e l’edizione proseguì per vari anni. Questa iniziativa rivoluzionò l’intera editoria, visto che i diari non esistevano. Infatti, oltre ai diari Vitt, anche altri editori iniziarono a crearne e nel giro di pochi anni se ne trovavano di ogni tipo. Così Jacovitti entrò a far parte della famiglia dei fumettisti. Il suo primo fumetto si intitolava “Pippo e gli inglesi”, nel quale venivano rappresentati fatti di guerra ridicolizzati. Dopo alcuni anni durante i quali Jacovitti era stato messo da parte, nel 1957 Gaetano Baldacci ed Enrico Mattei, il primo direttore e il secondo editore de “Il Giorno”, lo vollero come vignettista su “Il Giorno dei ragazzi”, giornale creato appunto per i giovani. Da questo momento Jacovitti divenne molto famoso grazie anche ai suoi personaggi, tra cui Cocco Bill.

Nel 1970 il Vittorioso chiuse i battenti, ma il diario Vitt continuò a circolare.

Un giorno uscendo a fare la sua solita passeggiata accennò qualche passo di ballo e disse: “Settantaquattro anni e so ancora ballare il tip-tap, ciao.” E non fece più ritorno a casa.

 

Lefteri Dine III A