Graffiti Giornalino online | Tutti insieme contro il “FEMMINICIDIO“
16261
single,single-post,postid-16261,single-format-standard,ajax_fade,page_not_loaded,,side_area_uncovered_from_content,qode-theme-ver-7.9,wpb-js-composer js-comp-ver-4.9.1,vc_responsive
 

Tutti insieme contro il “FEMMINICIDIO“

Locandina evento

26 Nov Tutti insieme contro il “FEMMINICIDIO“

Il 25 novembre si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale contro la violenza sulle donne. Ma da dove ha origine questa ricorrenza?

Per scoprirlo, serve tornare indietro al 1960. Il 25 novembre di quell’anno, infatti, tre sorelle furono uccise dagli agenti del dittatore Rafael  Leonidas  Trujillo, a Santo Domingo, nella Repubblica Dominicana. Dopo essere state fermate furono picchiate e gettate in un burrone dai loro carnefici. Le tre sorelle Patria, Minerva e María  Teresa Mirabal  sono passate alla storia anche con il nome di Las Mariposas (le farfalle), per il coraggio dimostrato nell’opporsi alla dittatura e lottando  per i diritti delle donne.

Il 25 novembre del 1981 avvenne il primo «Incontro Internazionale Femminista delle donne latinoamericane e caraibiche» e da quel momento il 25 novembre è stato riconosciuto come data simbolo.

In tutto il mondo questa giornata è celebrata con l’arancione, tanto che si parla anche di Orange Day. L’idea è nata dall’artista messicana Elina Chauvet  .

In Italia  la Giornata si celebra solo dal 2005 e all’arancione si è preferito il rosso.

Uno degli oggetti simbolo è rappresentato da scarpe rosse da donna, allineate nelle piazze o in luoghi pubblici, a rappresentare le vittime di violenza e femminicidio.    Si può quindi dire che questa giornata è stata istituita come  tentativo di ridurre il fenomeno della violenza oltre che a sensibilizzarlo.

In Italia l’iniziativa ha cominciato ad assumere maggiore importanza nei primi anni del Duemila, quando alcuni centri antiviolenza e varie associazioni hanno iniziato a celebrare l’evento con incontri e interventi, dando alla giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne una risonanza crescente, fino alle numerose e partecipate manifestazioni degli ultimi anni. E il perché è presto detto: persino in un’epoca che si professa civilizzata come la nostra il fenomeno sta raggiungendo dimensioni che definire barbariche è poco.

Secondo la DCPC (Direzione Centrale della Polizia Criminale)

sono 103 le donne uccise nel 2021, una ogni tre giorni; 87 sono state uccise in ambito affettivo.  I dati dell’Agenzia per i diritti fondamentali dell’Unione Europea, evidenziano che i paesi in cui tale violenza è maggiormente diffusa sono quelli del Nord Europa. Nel nostro Paese le donne vittime rappresentano il 27% a differenza del 52% in Danimarca, del 47% in Finlandia, del 46% in Svezia, del 45% nei Paesi Bassi e del 44% in Francia e Regno Unito.

I dati hanno anche messo in luce la portata globale  del fenomeno:  dal 37,7% delle regioni del sud est asiatico, al 24,6% delle regioni del Pacifico occidentale.

A livello di conseguenze sulla salute, l’inchiesta ha stabilito che le donne vittima di violenza, rispetto alle altre donne, hanno il doppio di probabilità di soffrire di depressione, più del doppio di avere problemi mentali o di soffrire di alcolismo; sono più soggette a malattie virali e maggiormente esposte a tentativi di suicidio. Ecco perché è importante  denunciare  tali azioni e non nascondersi dietro  silenzi che invece incoraggiano  tali avvenimenti.

Cattura

IL NOSTRO FLASH MOB

Riflettere sul significato di questa giornata è molto importante. La scuola media Ovidio, con gli alunni delle classi terze,  ha organizzato un flash mob.

COS’É UN FLASH MOB?

Dall’inglese flash, lampo, inteso come evento rapido, improvviso, e mob, folla) si tratta di  un termine  per indicare una riunione improvvisata di persone coordinate, per un’azione collettiva di sensibilizzazione o di protesta .

Per quest’occasione, gli alunni  hanno  esposto  cartelli  con  frasi significative  per dire basta alla violenza sulle donne e rendere omaggio alle sue tante vittime.  Nel piazzale della scuola , ci siamo ritrovati tutti insieme, alunni e professori ,  accompagnati dalle note di  una canzone dal titolo “Every breath you take” .

La scelta non è stata a caso , poiché si  parla “di gelosia e dell’ossessione di un uomo per una donna”,  come ha dichiarato lo stesso Sting (autore della canzone).

Con questa iniziativa vogliamo far arrivare un messaggio a tutti gli “uomini” che commettono questi crimini : la donna non è un oggetto su cui sfogare la propria rabbia , ma un essere umano.

Deve essere amata e rispettata… non  disprezzata!

In memoria delle donne che hanno incontrato un amore “malato”, attendendo invano che  “ guarisse” .

Anna Lernano

CLASSE 3^D